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Dal Tagliamento al Piave

Il paesaggio
Un territorio particolare, quello delimitato dai due grandi fiumi alpini che, pur non avendo grande estensione, assume grandi differenziazioni che si notano con una certa regolarità, da nord a sud. Un paesaggio modellato successivamente da corsi d’acqua di origine risorgiva, quali il Lemene e il Livenza.
Il paesaggio agrario che si coglie possiede ancora qualche frammento di origine tipicamente feudale dell’organizzazione del territorio con piccoli nuclei abitati,regolarmente disposti, e con piccoli capoluoghi dagli aspetti paesaggistici romantici, come ad esempio Portogruaro, o archeologici, come Concordia. Ma non possiamo trascurare gli aspetti paesaggistici come i campi ben disposti e chiusi da una rete di siepi che ne fanno una caratteristica di grande interesse naturale e di rifugio per l’intera fauna planiziale.
Nel sandonatese, zona di bonifica, l’ambiente è caratterizzato da un territorio di terra piatta ed uniforme, fortemente coltivata,con un preciso schema geometrico dei campi e delle strade, dove anche la vegetazione arborea, come si può riscontrare percorrendo le strade o nelle vicinanze delle case coloniche, è stata ed è regolata dall’uomo.
Scendendo verso il mare troviamo il “paesaggio delle acque”,sereno e tranquillo, che addolcisce l’animo del visitatore, offrendo aspetti di naturalità tra i più remunerativi. Un luogo di grande fascino sono le lagune e le valli di Bibione e Caorle, un mondo tutto da scoprire, dove chi ama il silenzio, il fruscio del vento sui canneti ed i richiami degli uccelli, trova il proprio spazio, dove si possono scoprire i primitivi casoni, testimonianza di una vita povera legata all’ambiente. Nella costa si trovano rinomate spiagge e centri balneari, frequentati ogni anno da migliaia di turisti.

I luoghi e le memorie
Seguendo l’ordine numerico attribuito alle aziende agrituristiche, da Brussa raggiungiamo: CAORLE Un piccolo promontorio sul mare, su cui si erge la suggestiva Chiesa della Madonna dell’Angelo, spartisce nei due soffici, dorati arenili di ponente e di levante e nei due nuclei turistici di Porto Santa Margherita e Duna Verde questa pittoresca e rinomata località balneare.Borgo marinaro di pescatori, le cui lontane origini di porto commerciale e militare di Concordia Sagittaria risalgono alla metà del I° secolo a.C., ha un centro storico molto suggestivo con le sue calli, campielli e case policrome, che si sviluppa tra il porticciolo e l’antica Cattedrale romanica dedicata a Santo Stefano protomartire, risalente al secolo XI.
Lo stupendo campanile cilindrico di stile romanico con influssi bizantino- ravennati (sec.XI), ha qualità formali di rara eleganza e rappresenta il simbolo stesso di questa cittadina, che vanta inoltre: il Museo parrocchiale (contenente una pregevole raccolta di oggetti, paramenti e vasi sacri di dodici secoli di vescovado) e in Rio Terrà una raccolta di reperti archeologici della marineria romana e di materiali etnografici della tradizione peschereccia e della civiltà contadina dell’entroterra.
Oltre il porto di Falconera, l’ampia spiaggia libera di Valle Vecchia, il porto di Baseleghe e il canal dei Lovi (dai cui argini si scorgono i casoni pescatori con tetto sporgente in canna), in una fascia litoranea ricoperta da una estesa pineta si è sviluppato fin dagli anni ‘50 il centro balneare di Bibione, una larghissima fascia di sabbia chiara con elevato numero di strutture ricettive abitualmente frequentate da clientela centro e nord europea.
Andando a nord a SAN MICHELE AL TAGLIAMENTO le due barchesse di Palazzo Mocenigo (ora Biagini Ivancich) distrutto durante l’ultima guerra, documentano la presenza e l’interesse del patriziato veneziano per l’economia agricola, la cui più cospicua testimonianza è costituita, nei pressi di FOSSALTA DI PORTOGRUARO da Alvisopoli, lo straordinario complesso archittettonico-urbanistico voluto nella fine del Settecento, primi Ottocento, da Alvise Mocenigo. Il nome del vicino piccolo centro rurale di Fratta è indissolubilmente legato alle “Confessioni di un italiano” di Ippolito Nievo, che ne descrisse magistralmente il Castello, del quale oggi una collinetta attesta la passata esistenza. Il Museo Ippolito Nievo di Fossalta, voluto dal pronipote Stanislao dello scrittore, è ospitato presso la biblioteca comunale e accoglie, oltre che un centinaio di oggetti appartenenti allo scrittore, tutte le edizioni delle “Confessioni” e le opere scritte anteriormente al capolavoro.
PORTOGRUARO: Sorta sulle rive del fiume Lemene ha rappresentato, fin dal più remoto passato (l’atto ufficiale “di fondazione” risale al 1140) un importante nodo viario e commerciale del Veneto Orientale. Se il monumento più cospicuo è il famoso trecentesco Palazzo municipale a merlatura ghibellina, edificio gotico di ottima fattura, il simbolo di Portogruaro è il “pozzetto del Pilacorte” (1494) con le sue due gru affrontate, scolpite dal Turchetto (1906-1965).
Attraverso le straordinarie bellezze naturali del suo percorso il fiume Lemene ci conduce nel cuore stesso della cittadina, alla pescheria nei pressi dei mulini, con la sua loggia e il piccolo oratorio eretto dai pescatori di Caorle, che testimoniano il collegamento di Portogruaro con le località della costa. Intatto è il fascino della sua struttura urbana tipicamente medioevale: le sue botteghe disposte in lunga teoria sotto i portici che accompagnano le vie principali, contribuiscono a valorizzare la trama architettonica degli stupendi palazzi e delle case di epoca gotica e protorinascimentale e, infine, gli edifici della seconda metà del ‘500 in cui si affermano le forme classiche del pieno Rinascimento. L’antichità di Portogruaro è peraltro testimoniata dal Museo Nazionale Concordiese (via del Seminario, 2) istituito nel 1885 a forma di basilica paleocristiana, in cui sono raccolti i cimeli dell’antica colonia romana di Concordia Sagittaria. Il nucleo più importante della collezione è costituito dai reperti lapidei, collocati nella grande sala a tre navate; dalle basi onorarie delIe II sec. a. C., dalle epigrafi inserite nella struttura muraria, da frammenti architettonici e monumenti funerari. Le tre sale al piano superiore sono invece destinate alla esposizione di reperti vari: ceramiche, bronzi, lucerne, vetri ecc..
A circa 4 km Summaga offre l’Abbazia benedettina dei primi decenni del Mille, di pianta basilicale a tre navate, con i suoi affreschi di straordinario interesse nel Sacello (XI-XII secolo) e nell’Abside (primo ventennio sec. XIII) e il suo campanile la cui struttura e sicuramente romanica.
E’ necessaria un’escursione nella provincia di Pordenone per visitare Sesto al Reghena con l’Abbazia di S. Maria, fondata dai Longobardi nel 741 d. C., ove dopo pochi anni si insediarono i monaci Benedettini. L’antico monastero è stato inglobato in edifici posteriori adibiti a municipio e a canonica,ma se il complesso architettonico medioevale è straordinariamente affascinante, di singolare valore artistico sono gli affreschi: le “Storie di San Benedetto” e il ciclo rolandiano.
CONCORDIA SAGITTARIA Gli scavi eseguiti, in particolare, davanti alla cattedrale, hanno portato alla luce ingenti reperti archeologici, tra cui il “decumano massimo”, il complesso termale in via Claudia, il ponte romano in via San Pietro. Nell’Alto medioevo fu un centro strategico per la diffusione del cristianesimo
e la sua sede episcopale ebbe un importante ruolo di mediazione fra la cultura classica e la civiltà romano-barbarica, come testimoniano i numerosi reperti di epoca paleocristiana, il Battistero bizantino - romanico, la Torre campanaria romanica (sec. XI-XII d.C.), la Casa Canonica gotica e la Cattedrale gotico - rinascimentale, con i pavimenti a mosaico (fine I V-VI sec) della sottostante Basilica Apostolium.
Il Museo Civico Archeologico (via 1° maggio Biblioteca civica) integra con la sua raccolta il Museo di Portogruaro, con i reperti provenienti dalla necropoli e dall’abitato. Se il territorio del Veneto Orientale è percorso da antiche vie consolari romane lungo le quali è possibile ritrovare cospicue memorie archeologiche, storiche ed artistiche del passato, tra il Tagliamento ed il Livenza la Strada dei Vini “Lison-Pramaggiore” consente di apprezzare la più alta espressione della cultura gastronomica della provincia veneziana, risalente ad almeno tre millenni fa. A Pramaggiore hanno sede l’Enoteca Regionale Veneta e la Mostra Nazionale dei Vini e qui - oltre che nelle singole cantine ed aziende produttrici - si può degustare una produzione vinicola d.o.c., di qualità superlativa che compete con la produzione vinicola del Piave.
SAN DONA’ DI PIAVE Cittadina agricola di braccianti e di contadini che hanno reso con grandi opere idrauliche salubre e fertile il territorio, un tempo paludoso,gravemente danneggiata nel corso della 1a guerra mondiale, ha conosciuto dagli anni ‘50 un notevole sviluppo urbano, industriale e commerciale; la Fiera del Rosario, che si svolge nella prima settimana di ottobre, costituisce un richiamo di valenza regionale per gli operatori economici.
Museo della Bonifica (Comunale - Viale Primavera). Di recente istituzione, raccoglie reperti romani, cimeli della 1a guerra mondiale e materiale etnografico della cultura contadina del Basso Piave, con strumenti agricoli legati a lavori e procedimenti ormai da tempo abbandonati, mentre l’epoca delle bonifiche è testimoniata da piante, modelli, plastici, fotografie di grande interesse storico e documentario.
Concordia Sagittaria, Cattedrale. Sotto le paludi rimasero le testimonianze archeologiche degli insediamenti romani e medioevali : è il caso di Heraclia, prima sede del governo veneziano nel VII-VIII sec. d.C., la cui esistenza – salvo frammenti di edicole e ceramiche funerarie e altri reperti - è possibile accertare grazie all’indagine aerofotogrammetrica.
ERACLEA MARE Località balneare di recente sviluppo immersa nella grande pineta, conserva pur nelle sostanziali alterazioni determinate dalle opere realizzate per contrastare l’erosione della spiaggia, il rimboschimento artificiale delle dune e gli stessi insediamenti turistici, tratti assai suggestivi della originaria duna litoranea, alle cui spalle regnavano le paludi, residui delle antiche lagune di Eraclea e, al di là della foce del Piave, di Jesolo.
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